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Pecunia non olet
Liberalizzato il video poker

Scritto da Metropolis (metropolis@femino.it) il 22/Dic/2003, ore: 18:53:02

Giovedì scorso, 18 dicembre, alle ore 18:00, le agenzie hanno battuto una notizia che non sembra avere suscitato un grande seguito di commenti.

La notizia è questa:
dal prossimo 30 Aprile, secondo quanto previsto dalla finanziaria, diventerà legale giocare 'a soldi' al videopoker.
Esiste già un consorzio, il CRIGA (Consorzio Rete Italia Gestori Automatico), che, sempre secondo la stessa agenzia, punta alla gestione dell'affare.

La notizia non lo dice ma è ovvio che una fetta dei proventi del gioco finirà nelle casse dello Stato.

L'eco suscitata sulla stampa da questa notizia è stata fino ad ora minima, ma io, invece, sono rimasto abbastanza colpito.

Il video-poker è un gioco che più di altri, ha mostrato di indurre dipendenza. Ci sono persone che tentando la fortuna con queste macchinette che sono diffusissime essendo presenti in diversi bar, hanno rovinato la loro esistenza e quella delle loro famiglie.

Questo problema ha avuto ampio risalto sui media che ci hanno dimostrato come, benché vietato, vincere (ma soprattutto perdere) soldi è possibile, grazie ai numerosi gestori che della normativa se ne infischiano.

Stavolta però i mezzi di informazione sembrano distratti.

Dal 30 aprile, comunque, il problema non si porrà più. Tutto ok, tutto legale.

Ma sì, del resto, siamo adulti e vaccinati e per rovinarsi ci sono tante maniere. Liberalizzando il video poker, almeno, si porta un po' di pecunia nelle casse dell'erario.

Ma il legislatore ragiona sempre in questa maniera?

Metropolis dubbioso.


Articolo completo ed eventuali commenti
  • Pecunia non olet scritto da Metropolis il 22/Dic/2003, ore: 18:53:02

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