Il testo della canzone Un vecchio errore (1990)

(Paolo Conte)
Un vecchio errore vuole inseguirmi
e incatenarmi e trascinarmi lě davanti
ad ogni specchio per dirmi: guardati…

Io non mi guardo, giro lo sguardo…
la so a memoria fin troppo questa storia
č uguale che non ci sia o che ci sia…

Ci provi lo specchio a inghiottire nell’ apparenza
l’ orgoglio - č quello che voglio - della mia assenza
vedi, ho pagato giŕ il mio soldo di veritŕ…

Un vecchio errore pagato caro, un gesto avaro,
avevo il cuore duro allora… ero piů amaro…
ero piů giovane…

Niente di niente… spiega alla gente
cosa vuol dire, cosa vuol dire amare l’amore,
senza mai fare neanche un errore…

Ci provi lo specchio a inghiottire nella sua acqua cupa
non l’ apparenza, ma il volto che l’assenza, sciupa…
vedi, vedi… ho pagato giŕ mio soldo di veritŕ…

Un vecchio errore pagato caro, un gesto avaro,
avevo il cuore duro allora… ero piů amaro…
ero piů giovane…

Niente di niente… spiegalo alla gente
cosa vuol dire, cosa vuol dire amare l’amore,
senza mai fare neanche un errore…

Versioni ufficiali

Parole d'amore scritte a macchina (Album, 1990)
Posizione: 5
Durata: 4:22
La stessa versione Ź anche in:
  • Gong-oh (Raccolta, 2011 - #8)